Esternalizzazione

PREMESSA

Con il termine “outsourcing” (composto dalle parole “outside” e “resourcing”) si intende la scelta di affidare, interamente o parzialmente, ad un fornitore esterno delle attività di servizio e delle funzioni interne ad un Ente Locale.

Il principio fondamentale sul quale si basa questo strumento è molto semplice: far fare ad altri quello che sanno fare meglio in modo da ridurre i costi, migliorare la qualità dei servizi o dei prodotti intermedi di cui si ha bisogno e liberare così risorse necessarie per lo sviluppo di ciò che costituisce la vera attività dell’Ente Locale.

I VANTAGGI DELL’ESTERNALIZZAZIONE

La crescita quantitativa e qualitativa della domanda di servizi, la presenza consolidata di fornitori privati in ambiti che comprendono alcune attività primarie e strumentali della PA, una sempre maggiore capacità di valutazione della qualità da parte degli utenti, le pressioni per la riduzione della spesa pubblica legate alla congiuntura economica ed alla crisi della finanza pubblica hanno imposto e stanno spingendo le amministrazioni pubbliche, nei diversi contesti nazionali, a riconsiderare le loro politiche di intervento suggerendo il ricorso al settore privato.

In alcune situazioni, l’adozione di strategie di affidamento all’esterno di determinate attività è addirittura una scelta obbligata, per l’esistenza di rilevanti vincoli operativi, riconducibili alla gestione delle risorse umane (nuove modalità contrattuali, difficoltà di attrarre risorse qualificate).

I principali benefici che possono consigliare, in condizioni date, le amministrazioni ad esternalizzare sono:

  • la riduzione dei costi ed il vantaggio economico conseguibile a fronte dell’affidamento ad un soggetto esterno caratterizzato da una maggiore specializzazione (economie di scala e conoscenza);
  • l’innalzamento della qualità dei servizi, che può indurre, anche a parità di costo, a preferire l’attribuzione di segmenti di attività a ditte private che garantiscano più elevati standard di performance;
  • la possibilità di ovviare alla carenza di alcune professionalità (skills shortage), che indica il divario tra professionalità richieste e competenze offerte, anche a seguito dello sviluppo di adeguate politiche di utilizzo delle risorse umane
  • l’attenuazione delle logiche burocratiche e l’alleggerimento della amministrazione pubblica; infatti, la gestione dei servizi da parte di Aziende esterne avviene all’interno di assetti organizzativi e gestionali più agili e flessibili e meno burocratici;
  • il superamento di alcune rigidità dovute al “blocco delle assunzioni” attraverso il reimpiego e la riqualificazione del personale
  • la possibilità di rispondere in tempi rapidi all’innovazione legislativa e tecnologica, in determinati ambiti ed in particolare nei servizi di supporto interno (accertamento e riscossione dei tributi, logistica, manutenzione immobiliare e tecnologica, utenze), spesso inattuabile a livello di singole amministrazioni che operano in condizioni di risorse scarse da attribuire in via prioritaria ai servizi finali agli utenti
  • l’opportunità di concentrare attenzione e risorse su attività ritenute strategiche, liberando risorse umane e investimenti dalle attività meno rilevanti
  • l’occasione di disporre di informazioni articolate ed in tempo reale su fattori produttivi, costi, qualità e risultati
  • la definizione di un corrispettivo contrattuale vincolato ad un risultato o performance e la presenza di un unico responsabile del risultato contrattuale
  • la raccolta di indicazioni che emergono attraverso il confronto ed il benchmarking con esperienze di altre amministrazioni pubbliche e la scelta di riprodurre all’interno della amministrazione stessa buone pratiche ed esperienze di successo