Speciale TARES

TARES: aggiornato il regolamento applicativo e le linee guida

Regolamento editabile con la possibilità per i Comuni di personalizzarlo, tariffe determinate dal consiglio comunale

Aggiornamenti Tares – Sul sito del Dipartimento delle Finanze è stato pubblicato l’aggiornamento del prototipo di regolamento per l’istituzione e l’applicazione della TARES e delle linee guida per la redazione del piano finanziario e l’elaborazione delle tariffe per l’applicazione del tributo. Il Ministero ha predisposto un nuovo schema del regolamento che tutti i Comuni dovranno emanare per l’applicazione dell’imposta sui rifiuti e sui servizi indivisibili, istituito dall’art. 14 del Decreto Salva Italia.
Il nuovo schema di regolamento – Nel nuovo prototipo di regolamento, sono contenute le definizioni necessarie per l’applicazione del tributo, e l’indicazione degli elementi necessari all’individuazione delle cause di esclusione per “inidoneità” alla produzione di rifiuti. Infatti è lasciata alla discrezionalità degli enti locali la possibilità di individuare altre casistiche di esenzione rispetto a quelle previste dall’art. 14, comma 3, del D.L. n. 201/2011. Il nuovo schema di regolamento è stato inoltre pubblicato in versione editabile così da consentirne la personalizzazione da parte dei Comuni.

Eliminate le imprecisioni – Nel nuovo regolamento sono state eliminate anche alcune imprecisioni presenti nel precedente, e in più sono state inserite alcune interessanti precisazioni in merito alle modalità di pagamento previste dall’art. 14, comma 35, del D.L. n. 201/2011, che non possono essere modificate discrezionalmente dall’ente locale con altri strumenti di pagamento.

Novità per le linee guida – Il dipartimento Finanze ha inoltre diffuso sempre relativamente alla Tares, una versione aggiornata e rivista delle linee guida chiarendo in merito alle competenze per la delibera delle tariffe.
Queste ultime in particolare dovranno essere approvate dal consiglio comunale, con una doppia deroga: al Testo unico degli enti locali (articolo 42, comma 2, lettera f del decreto legislativo 267/2000), che assegna le delibere tariffarie alla competenza generale della Giunta, e al decreto Sviluppo-bis (articolo 34, comma 23 del D.L. 179/2012) che invece ha trasferito la competenza tariffaria sui servizi a rete agli “ambiti territoriali ottimali” (ATO). La normativa Tares prevista nel decreto salva-Italia costituisce una disciplina speciale, che prevale sulle regole generali previste dalle norme appena citate.

Il rilancio degli ATO – Il decreto Sviluppo-bis, nel tentativo di rilanciare il ruolo degli ATO (ambiti territoriali ottimali previsti dalla manovra-bis del 2011, articolo 3-bis del D.L. 138/2011), aveva trasferito a loro “le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica, compresi quelli appartenenti al settore dei rifiuti urbani, di scelta della forma di gestione, di determinazione delle tariffe all’utenza per quanto di competenza”. Tuttavia bisogna ricorda che il sistema degli ATO è frammentario, in quanto gli stessi non sono mai partiti in molte zone d’Italia, e in alcune sono nelle fasi iniziali. Ciò avrebbe creato solo una maggiore confusione sul nuovo tributo.

La competenza del consiglio – Le ultime linee guida pubblicate hanno chiarito un aspetto che era stato ignorato dalla prime, e viene così data una spiegazione tecnica riguardo la competenza del consiglio. Tale competenza (la determinazione delle tariffe) è così assegnata al consiglio comunale in base alla gerarchia delle norme, secondo il principio che la disciplina “speciale”, vince sempre su quella generale.
Il chiarimento è importante, anche se da solo ovviamente non basta a dissipare le incertezze che ancora avvolgono le amministrazioni locali alle prese con il debutto del nuovo tributo, in quanto la stesa definizione delle tariffe non è semplice. Ogni Comune è inserito in un ambito territoriale, e solo i piani d’ambito redatti dai gestori e approvati dagli ATO (o dai consigli dove l’ATO non c’è) possono offrire la base per la determinazione della tariffa che possa coprire integralmente i costi.